Carnevale a Venezia

Le origini del Carnevale di Venezia risalgono al 1039, quando compare per la prima volta la parola “carnevale”, che deriverebbe dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), poiché indicava il banchetto che si teneva nell’ultimo giorno di Carnevale, il Martedì grasso, subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. La parola potrebbe derivare anche da  carnualia  (“giochi campagnoli”) con riferimento a riti pagani e agresti.

Va ricordato che l’uso della maschera e il travestimento con abiti da uomo e da donna era diffuso a Venezia anche nei periodi al di fuori del Carnevale, per permettere attività in cui l’anonimato era importante, come il gioco d’azzardo, e per dare ai protagonisti delle imprese libertine la sicurezza di poter compiere con successo le loro missioni amorose, tra cui è emblematica la figura di Giacomo Casanova.

L’attuale carnevale ricalca i costumi mai completamente perduti del carnevale del Settecento, periodo in cui raggiunge il massimo splendore: si moltiplicano le botteghe di maschere e costumi,  i teatri e la Commedia dell’Arte.

Fra le maschere più in voga troviamo è la Baùta: una maschera che riproduce i lineamenti maschili con naso pronunciato e una parte che copre la bocca. La indossavano sia uomini che donne, per la sua praticità e per la copertura dei tratti del viso. Veniva abbinata al tricorno, un copricapo e al tabarro, il tipico mantello nero. Fra le maschere come costumi più complessi, quello di Colombina, la servetta veneziana, e dell’arcigno Pantalone, sono le due maschere più famose.

Il calendario del Carnevale è scandito da giorni speciali con riti e tradizioni originali:

Il volo dell’Angelo, una tradizione secolare, sembra che sia stato eseguito per la prima volta nel  Cinquecento, quando un funambolo turco ha raggiunto la cima del campanile camminando su una corda fissata al molo, scendendo poi in modo spettacolare.  L’angelo-acrobata è stato sostituito da una botte di legno fino al 2001, quando la tradizione è stata ripristinata con veri “angeli” in carne ed ossa, solitamente donne.

La Festa delle Marie, nata nel X secolo,  consiste nella scelta di ragazze veneziane, povere e graziose, che celebrano le nozze durante il Carnevale. Anticamente, i nobili della città donavano o pestavano abiti sfarzosi e gioielli alle “Marie”, che sfilavano per i canali e per le calli e partecipavano a rituali, cerimonie e feste.

I dolci tipici del Carnevale di Venezia sono le frittelle, palline di pasta dolce fritte e spesso ripiene di crema o zabaione ma anche condite con uvetta, e i “galani”, chiamati anche crostoli o chiacchere, una sorta di lasagna dolce che viene fritta e spolverata di zucchero a velo.

2019-05-06T13:47:22+00:00